venerdì 15 novembre 2013

Cosa è la deflazione

Il problema da combattere oggi è la deflazione e non l’inflazione.
La deflazione si origina da un freno nella spesa di consumatori e aziende, i quali in attesa di ulteriori cali dei prezzi preferiscono attendere e risparmiare, creando una spirale negativa. Le imprese, non riuscendo a vendere a determinati prezzi i beni e servizi prodotti, finiscono per collocarli (svenderli) a prezzi inferiori.
Così facendo si riducono i ricavi delle imprese che di conseguenza sono obbligate a ridurre gli investimenti e i costi del lavoro, generando disoccupazione (in Italia la disoccupazione si attesta al 12%, mentre la disoccupazione giovanile balza al nuovo record negativo storico del 39,5%).

lunedì 16 settembre 2013

Si ricomincia 2013

Ecco qua anche quest'anno il post di fine estate (o inizio autunno).
Anche quest'anno si ricomincia, ma le priorità sono cambiate, la frase "Dare mighty things" dello scorso anno adesso è riferita al lavoro e alla famiglia e non più solo al Kendō.
Cambiano le priorità e le responsabilità, ma l'impegno richiesto e profuso è sempre lo stesso, solo che è diretto in un'altra direzione, ma la strada da percorrere è sempre la stessa.
Questo va oltre il Kendō, sembra Zen, ma è semplicemente la Via (Dō - 道).

lunedì 24 giugno 2013

Non cadere nella Rete

Se la televisione è il Veleno moderno per antonomasia - "Cattiva maestra", la definì Karl Popper -, il Web "sociale" è perfino più subdolo. Esso raccoglie i più diversi desideri di affermazione individuale e li usa distorcendoli a fini di profitto, di vendita di merci, di veicolazione di idee utili al Potere o semplicemente funzionali alla creazione del disordine, laddove il disordine diventi utile al Potere.
In un mondo sempre più disumano, l'esigenza primaria di comunicazione viene a sua volta utilizzata strumentalmente dando a ciascuno l'impressione di poter non solo comunicare se stesso, ma di poterlo fare in piazza, 'coram populo'.
Parafrasando Andy Warhol, che anticipò di molto Facebook e Twitter, "ciascuno di noi può essere una star per quindici minuti". Non importa che non ti veda nessuno o che ti vedano in centomila, il che è esattamente la stessa cosa. Con questo strumento magico, nel tuo computer a buon mercato, nuotando nella banda larga che per ora puoi comprare a buon prezzo, avrai l'illusione di essere una star tutte le sere, ogni ora del giorno, per tutto il tuo tempo. Un tempo che tu credi "libero", ma che non è piu tale nel momento in cui lo affidi all'occupazione di un motore di ricerca.
Quale sublime svolta viene consentita - apparentemente regalata - all'uomo e alla donna della strada, permettendo loro di parlare senza dover ascoltare, di farsi vedere senza vedere. Di vedere senza che nessuno - salvo il motore di ricerca - sappia cosa stai vedendo. Di scegliere i lati di sé che si ritengono migliori e di presentarli agli altri come se ne fossero l’essenza. Facendo entrare ciascuno in una specie di parentesi magica dove tutti sono uguali, dove non c'è più alcuna gerarchia, né di personalità né di sapere. Dove si può parlare di tutto, anche di ciò che non si conosce affatto, e si possono esprimere giudizi definitivi e inappellabili apostrofando anonimamente personaggi altrettanto anonimi con tutta la volgarità e la presunzione di cui si è capaci. Si potrebbe continuare all'infinito ed esplorare tutti i personaggi della commedia umana.
Ci si può sbizzarrire nelle definizioni. "Il Web è un sistema apparentemente democratico che unisce la biblioteca al telefono, con intercettazione garantita e consultazione monitorata". Il Web, insomma, come tante cose insieme, non importa se e quanto contraddittorie tra di loro. Come luogo in cui tutti i gatti sono ugualmente bigi; dove tutti i pareri sono uguali; dove la paranoia dell’anonimato e l’esaltazione dell’irresponsabilità. Il Web come il trionfo finale dell’individualismo piccolo, piccolissimo borghese, ma anche di quello proletario e sub-proletario, entrambi resi magicamente uguali. 
-- Giulietto Chiesa, "Invece della catastrofe"

giovedì 20 giugno 2013

Girlfiend in a coma

L’obiettivo di Girlfriend in a Coma e della sua campagna  #WakeItalyUp è quello di risvegliare la coscienza collettiva riguardo alla vera natura e alla gravità della sua malattia politica, economica e morale che ha colpito l’Italia nel corso degli ultimi 20 anni, per mettere in guardia gli altri paesi su un destino che potrebbe attendere anche loro e di servire come un invito all’azione, per tutti i livelli della società civile.
GIAC ha in programma di farlo attraverso proiezioni di Girlfriend in a Coma nelle scuole, nelle università, nelle comunità locali, in televisione e nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, e attraverso la nostra partecipazione attiva a dibattiti.
GIAC sta per lanciare una fondazione no-profit, Western Spring, per sostenere questa campagna e i progetti futuri.
L'appello attuale, per una Primavera Italiana, che metta in contatto gli italiani in giro per il mondo con quelli rimasti in Italia è un appello che invita gli italiani ad agire a pretendere il cambiamento, a non fermarsi finché questo cambiamento non sarà avvenuto. Questo cambiamento non riguarda soltanto una manifestazione o un’elezione. Il compito per il prossimo decennio è quello di curare le malattie che hanno ridotto l’Italia in coma:

1. Il continuo declino del ruolo dello Stato
2. Gli ostacoli alla meritocrazia e alla competitività
3. La mancanza di libertà di informazione
4. Le disuguaglianze sociali per le donne
5. Ostacoli all’innovazione, all’impresa e alla creazione di posti di lavoro
6. L’ignavia, o la mancanza di coraggio morale

lunedì 29 aprile 2013

Gli eroi e i sacrifici inutili

Nuovo (si fa per dire) Presidente della Repubblica italiana (Giorgio Napolitano), nuovo Presidente del Consiglio (Enrico Letta), nuovo governo (di cialtroni).
Dopo questo travagliato periodo, in cui abbiamo assistito a delle inutili elezioni, mi vergogno sempre di più di essere italiano.
Le date commemorative importanti che stiamo trascorrendo come il 25 Aprile (Commemorazione della Liberazione d'Italia [dall'occupazione dell’esercito tedesco e dal governo fascista]) e il 1° Maggio (Festa dei Lavoratori [in tutta Europa]) mi obbligano a riflettere e considerare quante persone hanno sacrificato la loro vita per offrirci un futuro migliore.
Alla luce dei fatti, purtroppo è stato un sacrificio inutile.
Partigiani, perdonateci.

martedì 16 aprile 2013

Lentamente muore

Pablo Neruda - Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto - 1904-1973

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, 
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, 
chi non rischia e cambia colore dei vestiti, 
chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi evita una passione, 

chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" 
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, 

quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, 
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, 

chi è infelice sul lavoro, 
chi non rischia la certezza per l'incertezza, 
per inseguire un sogno, 
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, 
chi non legge, chi non ascolta musica, 
chi non trova grazia in se stesso. 
Lentamente muore chi distrugge l'amor proprio, 
chi non si lascia aiutare; 
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, 

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, 
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, 

ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore 
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza 

porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(P. Neruda)

venerdì 12 aprile 2013

25th European Kendo Championships

 The 25th EKC will be held in Berlin, Germany from Friday 12th to Sunday 14th of April 2013.

The EKC will take place at the Max Schmeling Hall – one of the biggest venue places for sport events and concerts in Berlin. The hall has been built in 2000 in accordance with the application for the Olympic Games and is situated in the centre of Berlin.

Drawing results


Live streming

martedì 5 marzo 2013

Troppa mente

Chi ha imparato a sciare da adulto ha presente la difficoltà di doversi ricordare tutta una serie di accorgimenti (spalle - peso in avanti – posizione – ginocchia – braccia – bacino – a valle – a monte – ecc.) e soprattutto di come sia difficile ricordarsi di mettere in pratica i consigli del maestro quando la velocità aumenta, o la pista si fa più difficile e ripida e magari piena di cunette, o tutte queste cose insieme.
Se invece ci si trova sul classico “panettone“, pista larga, neve bella, pochissima gente, pendenza limitata e velocità sotto controllo, allora è molto più facile, pensandoci, mettere in pratica gli insegnamenti e, dopo un po’ di queste discese, si comincia ad automatizzare i movimenti e ad interiorizzare gli insegnamenti ricevuti.
Ad ogni curva si correggere qualcosa, e dopo un paio d’ore i progressi sono veramente notevoli.
A quel punto anche l’aumento di velocità, la pista più ripida, o altre condizioni avverse si potranno affrontare meglio, grazie a quanto imparato precedentemente.
Tutte queste considerazioni sono meno importanti se si impara da bambini, perchè il bambino non analizza, non elabora continuamente a livello mentale tutto ciò che fa, egli agisce d'istinto.
Le stesse considerazioni sono valide per tutte le discipline che richiedono una grande capacità di coordinazione dei movimenti, tra cui anche la danza (o semplicemente il ballo).
Nel Kendō è la stessa cosa e un principante adulto non può pretendere di tenere il passo dei più giovani, abituato com'è a convivere con le preoccupazioni quotidiane.
Bisogna prendersi il proprio tempo e non avere fretta, praticando con gioia e costanza, seguendo la propria Via (道). 

venerdì 15 febbraio 2013

Tutto dipende dall'atteggiamento mentale

Se pensi di essere sconfitto, lo sei.
Se pensi di non avere coraggio, non lo hai.
Se vuoi vincere ma pensi di non farcela,
è quasi certo che non vincerai.

Se pensi che perderai, hai già perso.
Perché nel mondo scopriamo
che il successo comincia con la volontà.
Tutto dipende dall’atteggiamento mentale.

Se pensi di essere un perdente, lo sei.
Per crescere devi pensare in grande,
devi essere sicuro di te stesso
per poter raggiungere qualsiasi traguardo.

La battaglie della vita non sempre vengono vinte
dal più forte o dal più veloce,
ma prima o poi chi vince
è colui che pensa di potercela fare


If you think you are beaten, you are
If you think you dare not, you don't,
If you like to win, but you think you can't
It is almost certain you won't.

If you think you'll lose, you're lost
For out of the world we find,
Success begins with a fellow's will
It's all in the state of mind.

If you think you are outclassed, you are
You've got to think high to rise,
You've got to be sure of yourself before
You can ever win a prize.

Life's battles don't always go
To the stronger or faster man,
But soon or late the man who wins
Is the man WHO THINKS HE CAN!


-- "Thinking" poem by Walter D. Wintle