giovedì 18 ottobre 2012

Si possono prestare Ebook col Kindle?

Si possono prestare Ebook col Kindle?
In teoria si, in pratica no.

La domanda nasce da un recente acquisto, un bellissimo libro che volevo far leggere a mia moglie.
Il libro (L'eleganza del riccio di Muriel Barbery) su Amazon costa 15,30 euro in Brossura (invece del prezzo di copertina di 18,00 euro) però io ho acquistato la versione Kindle a 11,99 euro (risparmiando 6,01 euro -33%)

Il problema è che siccome l'ho acquistato per Kindle e siccome non posso lasciarle il mio dispositivo se non voglio rinunciare alle mie letture, dovrei comprarne uno anche a lei.
La cosa potrebbe anche andarmi bene (costi a parte), ma c'è un problema: non tutti gli ebook sono disponibili per il prestito, spetta all’editore o al titolare dei diritti stabilire se possa essere considerato tale.

Si possono prestare i propri ebook cliccando sul link “Invia a” che si trova nella pagina dei dettagli del prodotto o dalla pagina del Kindle che ne gestisce la sua organizzazione. La durata del prestito è di 14 giorni e per poterli leggere non è necessario avere un dispositivo Kindle, basta l’applicazione gratis che Amazon mette a disposizione per pc, Mac, iPad, iPhone, Blackberry o Andorid.
Durante il periodo del prestito però non si può disporre del proprio libro.

Vediamo come si dovrebbe procedere in questo caso specifico.



Come si vede dall'immagine, il libro non può essere prestato.
A questo punto mi domando: qual'è la mia convenienza nel comprare gli ebook?

martedì 16 ottobre 2012

Diamo il voto ai professori

Questa sera dopo l'ennesima parte di giornata dedicata al supporto allo studio di mia figlia sono giunto ad una conclusione importante.
Quando un'intera classe arriva a casa con la media del 5 in una verifica di matematica o di italiano, tralasciando altre materie non meno importanti come inglese e geografia (grazie all'ex ministro Gelmini che le ha sfrondate alla grande) vuol dire che c'è qualcosa che non va.
Quando questo trend si ripete da un anno e mezzo ovvero dalla prima media. 
Quando mi rendo conto che le verifiche fatte direttamente sul libro di testo o su fotocopie illeggibili (i dislessici ringraziano perché fatte mille volte una dall'altra e non sempre dall'originale) in cui basta riempire le parti mancanti invece di scrivere l'intera frase su un quaderno. Quando la correzione delle verifiche non è fatta dai professori in sede separata ma bensì direttamente in aula dettando le soluzioni agli allievi i quali devono segnare gli errori per conto dei professori.
Quando quest'ultima pratica mi ricorda quella fastidioso metodo che sta adottando il sistema dello Stato per delegare le responsabilità e gli oneri direttamente ai cittadini anziché assumersi le proprie responsabilità come quando ci obbliga a rivolgersi ai CAF o alla lobby dei commercialisti per presentare la dichiarazione IRPEF o il modulo Unico e quant'altro.
Tutto ciò mi fa capire che anche i professori dovrebbero avere un voto. Perché posso capire un allievo (o allieva) che si meriti un insufficienza, ma quando la media dell'intera classe è l'insufficienza il problema è alla radice.
E' l'insegnante che è inadeguato, incompetente o semplicemente tira a campare ad arrivare a fine giornata, dimendicandosi del ruolo che ricopre. Questi insegnanti chiamati 'Professori' [A] hanno una responsabilità, quella di far diventare uomini e donne i nostri figli e indirizzarli verso il miglior futuro possibile compatibilmente con le loro capacità, non secondo le comodità e convenienze dei 'Professori'.
E' ora di fare qualcosa e mi rifiuto di credere che l'unica soluzione sia la scuola privata come sempre il molto onorevole ex-ministro e il suo ex-capo di Arcore volevano farci credere.
E se questi  'Professori' fanno così perché si sentono sottopagati, ebbene sono liberi di licenziarsi e trovarsi un impiego più gratificante.
  [A] professore [pro-fes-só-re] s.m. (f. -ressa) Insegnante di scuola media inferiore o superiore; docente universitario.