sabato 24 dicembre 2011

Umiltà

Riporto la traduzione di un bellissimo post dell'amico kendoka inglese Geoff Salmon.
La AJKF (All Japan Kendo Federation) dice che "Il concetto del Kendo è disciplinare il carattere umano attraverso l'applicazione dei principi della katana".
Una delle virtù che ci proponiamo in questo processo è l'umiltà. Questa non è facile da raggiungere poichè il successo e la crescita nel kendo inducono spesso ad una maggiore fiducia e autostima, e agli occhi di molte persone queste qualità non coincidono facilmente con la modestia. Attraverso i blog come questo e attraverso i commenti sui social media, è facile esprimere immediatamente emozioni sul nostro kendo. Leggo spesso i messaggi scritti da amici di ritorno da una buona pratica di Kendo, che seguono la falsariga di: "Ero in fiamme", l'ho battuto ", l'ho fracassato", ecc. So per esperienza personale che quando il keiko va bene, soprattutto se avete appena "sfondato il muro" dopo un periodo di frustrazione, lo si vuole dire al mondo, ma io non sono ancora sicuro di come farlo senza sembrare presuntuoso.
Questo strombazzare è ancora peggio quando viene fatto dai più esperti kenshi. Se dopo 30 o 40 anni di "shugyo" stiamo ancora mostrando evidenti difetti caratteriali di base, qualcosa non funziona.
L'anno scorso al Taikai di Kyoto, mi è stato chiesto da un sensei anziano quello che pensavo della mia prestazione, dopo aver perso il mio tachiai, stupidamente ho detto che ero soddisfatto della mia prestazione. Volevo dire che avevo fatto del mio meglio, ma dopo averlo detto in quel modo, ho capito subito quanto suonava presuntuoso. C'è un proverbio giapponese che dice "Minoru Hodo kobe ​​non sagaru Inaho ka na" (実るほど頭のさがる稲穂かな) "Il ramo che porta la maggior parte (della frutta) sta più in basso". Questo sembra essere rappresentato continuamente dai praticanti di Kendo davvero grandi, che hanno lasciato che le loro azioni parlassero da sole. Il Kenkyo (la modestia o umiltà) è insito alla base della cultura giapponese, per cui persone provenienti da paesi in cui la comunicazione più diretta è la norma può essere perdonato così come lo strano vantarsi involontario. Tuttavia i valori Kendo provengono da radici buddiste- confuciane dove sono apprezzate l'umiltà e l'obbedienza.
Come la maggior parte delle cose, l'umiltà può essere sopravvalutata. Ci sono certamente casi in cui la falsa modestia può essere fastidiosamente intesa come come vanagloria.
Ad esempio un "Ma no, sono solo un principiante" suona un po' banale, dopo aver appena vinto un importante torneo internazionale. La modestia non è ovviamente solo una caratteristica giapponese. Parafrasando le parole del poema 'Se' di Rudyard Kipling potremmo dire:
"Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
e trattare questi due impostori allo stesso modo
tu sarai un Uomo, figlio mio!"

martedì 20 dicembre 2011

Punching ball

Stavo pensando se riprendere a praticare Kendo al dojo della mia città ma alcune considerazioni mi fanno riflettere...
Con i mondiali di Kendo 2012 alle porte il 'principino' si dovrà allenare nei prossimi cinque mesi...

domenica 11 dicembre 2011

Il più grande arciere del mondo

C’era una volta un giovane appassionato di arceria. Egli dedicava ogni suo momento libero alla pratica della sua Arte, e non si separava mai da arco e frecce.
Questo giovane era divenuto allievo di un reputato maestro arciere della regione, e lo seguiva continuamente, facendo tutto quello che il maestro gli diceva e traendo grande beneficio dai suoi insegnamenti.
Un giorno, vedendo il suo maestro in lontananza, venne in mente al giovane di provare chi di loro due fosse migliore, e gli scoccò una freccia.
Il Maestro era un grande osservatore ed ancora nel fiore degli anni; immediatamente scoccò una freccia di risposta che incontrò quella dell’allievo a mezz’aria.
Il giovane tirò un’altra freccia, che fece la stessa fine, poi un’altra, ed un’altra ancora, fino a quando la faretra del maestro fu vuota. A quel punto il giovane tirò l’ultima sua freccia, ma il maestro, strappata una canna dal ciglio della strada, la pulì con un solo gesto,
ed, usandola come freccia, neutralizzò l’ultimo missile del suo allievo.
“E’ chiaro che non ho più nulla da insegnarti dopo oggi” disse il maestro al giovane raggiungendolo; “tuttavia mi sei caro e la tua arte sembra promettente, per cui ti darò l’indirizzo di colui che ancora oggi è il mio maestro; vai da lui che è l’unico a poterti dare ancora qualcosa in più”.
Il giovane partì e raggiunse questo grande maestro sulla montagna su cui viveva in remitaggio;non fù facile trovarlo, nè venire da lui accettato,ma vi riuscì.Questo maestro aveva dato alla sua arte una profondità che nessuno aveva ancora raggiunto.
Il giovane lo vide compiere imprese ritenute impossibili: colpire uccelli in volo scoccando delle frecce immateriali da un arco invisibile, e poi guarire lo stesso uccello con un grido silenzioso. Non vi era giorno che il maestro non mostrasse delle nuove cose che venivano apprese avidamente.
Passarono gli anni ed il giovane, ormai cresciuto, finì il suo apprendimento e tornò al villaggio. Conduceva, al villaggio, una vita tranquilla e normale, eppure la gente che lo conosceva ed i suoi amici di un tempo si rendevano conto che qualcosa in lui era cambiato; sembrava quasi che da lui emanasse un’aura di calma, ed egli stesso era come immerso in un’atmosfera particolare.
Non portava neppure più l’arco di cui era sempre stato orgoglioso e che un tempo non avrebbe mai abbandonato.
Un giorno, invitato a prendere il thè in casa di amici, vide in un angolo qualcosa di nuovo e ad un tempo familiare: un oggetto a lui sconosciuto che gli destava particolari sensazioni, e chiese cosa mai fosse.
“Tu devi essere veramente il più grande arciere del mondo” gli disse il padrone di casa inchinandosi profondamente: “per non sapere nemmeno più riconoscere un arco”.
--
Grazie al maestro ed amico Claudio Regoli per questo racconto di origine cinese, molto usato negli ambienti dell’arco tradizionale (Kyudo) ma che si presta ad ogni genere di arte marziale.

venerdì 2 dicembre 2011

La differenza tra le arti marziali e le discipline sportive

Coloro che non vogliono seguire l'insegnamento Zen, l'autentica base del Budo, non sono tenuti a farlo. Ma cosi riducono le arti marziali in semplici discipline sportive. Quelli invece che vogliono cogliere una dimensione più elevata del proprio essere, della propria vita, non devono imitarli. Non si può costringere né criticare nessuno. Tuttavia potrei dire che i primi sono come bambini che giocano con le macchinine, gli altri ne guidano di vere. Io non sono contrario agli sport: esercitano il corpo, accrescono la resistenza fisica. Ma lo spirito di competizione e di potenza che essi esaltano è infausto e testimonia una visione distorta della vita. Anche nelle arti marziali bisogna essere mushotoku, ossia senza scopo né spirito di profitto.
Gli educatori odierni sono responsabili di questo stato di cose: allenano il corpo, la tecnica, ma non la coscienza. I loro allievi si battono per vincere, giocano alla guerra come bambini.
Non c'è alcuna saggezza in tutto ciò. Non aiuta a dirigere la propria vita! Nello spirito dello Zen e del Budo, la vita quotidiana diventa il luogo del combattimento. Bisogna essere coscienti in ogni istante; alzandosi, lavorando, mangiando, coricandosi. In questo consiste la vera padronanza di sè.
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Taisen Deshimaru, "Lo zen e le arti marziali"

martedì 29 novembre 2011

Tsuki (突き)

Oggi mi sarebbe piaciuto parlare della tecnica Tsuki in quanto tale ma purtroppo devo invece parlare del mio ennesimo infortunio.
Nel Kendō la parola Tsuki (突き), corrisponde ad una delle cinque aree su cui attaccare. Esso è una spinta della punta dello shinai alla gola.

Si stava facendo un po' di pratica con Seme-Tsuki e il mio avversario, un baldo ragazzotto di vent'anni ha pensato bene di scaricare tutto il suo peso e la forza di cui disponeva sullo tsuki-tare (l'area frontale del casco corrispondente alla laringe). Il colpo è stato violentissimo e ho sentito la cervicale scricchiolare, ma forse non era la cervicale ma rotture legamentose e/o muscolari. Spero di aver scampato lesioni a carico dei legamenti e/o dei muscoli tiroaritenoidei. Domani ho un appuntamento dal traumatologo.
Risultato, mi ritrovo la parte frontale del collo sopra il pomo d'adamo estremamente gonfia e faccio fatica a deglutire e muovere la testa avanti e indietro.
A questo punto non capisco se sono io predisposto agli infortuni e mal disposto allo scontro fisico o se c'è qualche problema nel metodo di insegnamento e di pratica nel mio Dojo.
Considerando che è il terzo infortunio in tre anni, forse è più probabile che sia il secondo caso, anche perchè quando vado a praicare in provincia di Brescia non mi succede mai nulla, anzi l'ambiente è molto più rilassato e meno orientato all'agonismo.
E' vero che io sono un 'principiante anziano' e quindi un po' lento e forse goffo, tuttavia credo che far praticare Tsuki a tutti (principianti e non) durante le lezioni sia un azzardo.

A questo punto sto valutando seriamente di abbandonare la pratica del Kendo, se non altro per salvaguardare la mia incolumità. Ho una famiglia da mantenere e non posso permettermi uno stop (al lavoro) di diversi giorni o settimane per i traumi da attività in palestra. Peccato perchè la Via (道) del Kendō mi piace, però come arte marziale, non come sport.

lunedì 28 novembre 2011

Jodan no kamae (上段の構え)

Negli ultimi mesi vedo sempre più spesso persone praticare Kendo con la guardia "Jodan no kamae" (上段の構え) e molte discussioni nei blog dedicate a questo. Sarà una mia impressione ma mi sembra un po' una moda, una voglia di novità soprattutto da parte di chi pratica il Kendo con la mera finalità agonistica.
Di solito è buona norma praticare la guardia Jodan solo a partire dal 3° Dan (Sandan) e mai se ci si confronta con avversari di grado inferiore.
Tra tutte le guardie del kendo è quella più offensiva. I piedi sono esattamente al contrario della guardia Chudan, ovvero sinistro avanti e destro dietro. Il corpo resta sostanzialmente frontale, ma con una leggera rotazione verso destra data dall’avanzamento del piede sinistro.

venerdì 25 novembre 2011

Non conosciamo mai la nostra altezza

Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.
L'eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c'incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.
--
Emly Dickinson

1176 - We never know how high we are

mercoledì 23 novembre 2011

Il prodotto nazionale lordo (PIL) secondo Bob Kennedy


"Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
-- profezia pellerossa Creek

domenica 20 novembre 2011

L'Euro e l'Europa sono stati un errore


Questo ormai credo e spero sia chiaro a tutti: le grandi banche straniere ci stanno fregando. Vogliono i liquidi dei risparmiatori italiani, ovvero i più virtuosi d'Europa. L'Euro e l'Europa sono stati un errore. Cosa aspettiamo ad uscire dall'Euro?
Beh, il super Mario non lo farà di certo visto che è l'esecutore dei voleri dei 'poteri forti'...
Non a caso i partiti gli lasciano fare il lavoro sporco per non perdere consensi...
Ci rivediamo alle elezioni del 2013 se ci saranno ma soprattutto se ci sarà qualcuno degno di essere votato.

venerdì 18 novembre 2011

Oh me, oh vita!

Oh me, oh vita!
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti,
che vi è di nuovo in tutto questo,
oh me, oh vita !

Risposta
Che tu sei qui,
che la vita esiste e l’identità,
Che il potente spettacolo continui,
e che tu puoi contribuire con un verso.

--Walt Whitman

sabato 12 novembre 2011

Addio Silvio

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Paese è libero. Fischi e festa in piazza al Quirinale.
Addio Silvio, và, và, ma vaff...

venerdì 11 novembre 2011

La terza rivoluzione industriale

La terza rivoluzione industriale ci prospetta un nuovo paradigma economico che porterà anche con sé un'economia più democratica e richiede collaborazione, piuttosto che il comando gerarchico e meccanismi di controllo. Questo nuovo regime laterale stabilisce il modello organizzativo per le innumerevoli attività economiche che si moltiplicano da esso. Una rivoluzione industriale più distribuita e collaborativa a sua volta, porta invariabilmente ad una condivisione più distribuita della ricchezza generata. [Fonte]
-- Jeremy Rifkin

martedì 25 ottobre 2011

Film - Stelle sulla terra - (Taare Zameen Par)


Stelle sulla terra - (Taare Zameen Par) diretto, prodotto ed interpretato da Aamir Khan, una delle maggiori personalità dell'industria cinematografica indiana. Il film ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Filmfare 2008 Miglior Film Award e il National Film Award 2008. Il protagonista, Ishaan, è un bambino di 8 anni affetto da dislessia, interpretato magistralmente da Darsheel Safar. Le musiche sono del trio Shankar-Ehsaan-Loy.
Ogni bambino è speciale, anche quelli che sembrano essere nati meno fortunati, in realtà sono delle "piccole stelle spuntate sulla terra". Sta ai genitori ed insegnanti, saper cogliere le loro qualità e valorizzarle.

lunedì 24 ottobre 2011

Kendo 1° Dan (Shodan)

Genova, 23 Ottobre 2011: Esami di Kendo dal I Kyu al II Dan.
Dopo una bella giornata a Zena, sono promosso shodan.
Ganbatte! - 頑張って!

venerdì 21 ottobre 2011

Addio Muammar Gheddafi

Solo una foto.
Una foto che parla da sè.

Muʿammar Abū Minyar ʿAbd al-Salām al-Qadhdhāfī (in arabo: معمر القذافي‎, Muʿammar al-Qadhdhāfī)

Cambiare i paradigmi dell'educazione


Ken Robinson parla del pensiero divergente e della necessità di ripensare il sistema scolastico.
Questo cambio di paradigma nel metodo educativo non solo aiuterebbe chi soffre di Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) ma anche l'intero sistema scolastico ormai insufficientemente stimolante per le capacità dei ragazzi d'oggi.
Trovo interessante in particolare il concetto di "Divergent thinking" al minuto 5:40.

domenica 16 ottobre 2011

Radicali: banderuole al vento


Finalmente tutti hanno capito chi sono questi geronto-cialtroni.
Hanno votato contro? Allora dovevano stare fuori dall'aula come gli altri.
Per non parlare della non partecipazione al voto su Romano.

giovedì 13 ottobre 2011

Anche Fonzie è dislessico

Ebbene si, la lista dei personaggi famosi si allunga di giorno in giorno e anche Henry Winkler il Fonzie di Happy Days ha dichiarato di essere dislessico.
Quel suo pollice alzato, accompagnato dal caratteristico «eeeeeehi», che è poi diventato il suo marchio di fabbrica transgenerazionale è nato assolutamente per caso e per colpa della dislessia, di cui però Henry Winkler, ovvero l’attore che ha dato corpo e soprattutto fiato al personaggio di Arthur Fonzarelli, detto appunto Fonzie, non sapeva di soffrire fino ai 31 anni.
«Quando ho cominciato a recitare in Happy Days – ha raccontato Winkler al Times – la mia dislessia non era stata ancora diagnosticata, ma siccome imparare le battute era davvero difficile per me, riducevo interi paragrafi ad un unico suono: eeeeeeehi, appunto. Del resto, non ho mai trovato semplice imparare i dialoghi di scena e l’ho sempre fatto molto lentamente, passando e ripassando sopra ad ogni singola frase e leggendola ad alta voce, una parola alla volta. Ma avevo scoperto che mi era d’aiuto ridurre la lingua ad un unico suono e così è nato “eeeeehi”, che ho poi imparato ad usare con diverse intonazioni, facendo in modo che indicasse tutta una serie di situazioni da “ho fame” a “non immischiarti con me”».
Fonte : Corriere della Sera

lunedì 10 ottobre 2011

Censimento 2011 online

Malgrado la notizia che ho letto da parte di chi ci ha provato ieri senza successo. Oggi ho completato il censimento online senza alcun problema in 15 minuti. Che il problema dipendesse dal compilatore e non dal sito o magari semplicemente c'era qualche baco di avviamento, non so, comunque complimenti, vi ringrazio di avermi evitato la fila in posta o al posto sbagliato.

sabato 8 ottobre 2011

Steve Jobs e l'influenza maligna sul mondo del software

Ieri ero ad una conferenza scientifica e durante l'introduzione, il chairman non ha potuto esimersi dal ricordare ed elogiare il genio e la sregolatezza di Steve Jobs. Sebbene sia giusto rendere omaggio ad un illustre e geniale defunto, non condivido tutta questa enfasi sulla sua presunta creatività. Chi conosce cosa c'è dentro ai sistemi Apple e come sono fabbricati sa bene che fondamentalmente sono sistemi che limitano la libertà di chi li usa, proprio come da sempre dice Richard Stallman.
La dichiarazione polemica di Richard Stallman, presidente della Free Software Foundation. "Tutti ci meritiamo la fine del'influenza maligna perpetrata da Apple sul computing". E continua: "Apple ha fatto in modo che la gente non sappia più quali sono le sue libertà, e se lo sa, pensa di non meritarsele". "Noi (GNU/Linux) siamo il bene, loro sono il male". E "loro" sono tutti quelli che sostengono software non totalmente aperto. Non modificabile e non utilizzabile liberamente dagli utenti.
Link : La Repubblica
Per un ulteriore approfondimento sull'argomento suggerisco la lettura di questo interessante articolo.
Un altro articolo di Stallman su Wired italia

mercoledì 5 ottobre 2011

No alla legge bavaglio

Costituzione della Repubblica Italiana - Articolo 21
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.»
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo - Articolo 27
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»

lunedì 3 ottobre 2011

The old man Kendo

Stavo discutendo con l‘amico Geoff Salmon delle mie perplessità e difficoltà nel praticare il Kendo alla mia età e lui mi ha indicato uno dei suoi vecchi post dedicato all'argomento. L'ho trovato molto interessante pertanto l'ho tradotto di seguito.
Molti club di kendo pubblicizzano il kendo come "adatto a persone di tutte le età". Io non sono d'accordo con questo, penso che ci sono alcune cose da considerare. Chi ha la fortuna di iniziare in età relativamente giovane, ha avuto il lusso di adattare il kendo nel corso degli anni e per parafrasare Nakakura sensei (nella foto): "lasciare che velocità fisica e forza vengano sostituite dalla tecnica e succes-sivamente da kizeme, basata sulla forza d'animo".
Per le persone di mezza età che iniziano a praticare, il kendo è più difficile.
Ci sono eccezioni, naturalmente, ma nella maggior parte dei casi, i principianti adulti alla fine non hanno la forza e la flessibilità per iniziare con kendōka giovani ed è impossibile colmare decenni di esperienza in un breve corso per principianti.
Un kendōka esperto può avere anche problemi dopo una lunga pausa dalla formazione. Di recente ho incontrato un praticante esperto, giapponese trentenne che è tornato al kendo dopo un intervallo di 10 anni. In pochi minuti di suburi ha avuto problemi al tendine d'Achille.
Quindi cosa dovrebero fare i kendōka più adulti per ottenere il massimo risultato senza troppo dolore?
In primo luogo trovare un istruttore simpatico che conosce i limiti dei suoi studenti. Il lavoro sulla tecnica corretta e di taglio e mantenere la postura corretta. Fate un buon fumikomi, ma non fate grandi passi per non sollecitare troppo il tendine di Achille. Portate sempre il piede sinistro velocemente, quindi verificate sempre che la punta del piede sinistro ritorni in linea con il tallone destro. Prima di tutto relax. Se si avvertono fitte improvvise stop! Essere prudente però non significa non praticare con spirito pieno.
Non ci sono solo cattive notizie per tutti noi 'vecchietti'. Qualcuno mi ha parlato del proprio padre che ha iniziato a 60 anni e ha raggiunto 5° dan, senza perdere una classificazione. Ho anche un amico che ha ripreso dopo una pausa di 27 anni e ha raggiunto il 7° dan. Quindi fate del vostro meglio, ma senza esagerare.
P.S. (n.d.t) Consiglio ad alcuni giovani kendōka particolarmente esagitati di tenere presente questo quando si trovano di fronte un principiante anziano. Calma e rispetto dell'avversario, aiutano entrambi a progredire.

venerdì 30 settembre 2011

Running is mental

Un anno fa ho cominciato a praticare la corsa (jogging, footing, running o come dir si voglia) al fine di migliorare la mia resistenza durante le sessioni di Kendō. Percorrere una lunga distanza può essere tanto un test fisico di forza e fitness quanto una sfida mentale. Ho scoperto così che correre mi piace e mi è utile anche per altri aspetti che trascendono l'esercizio fisico e lo stare in forma.
Dolore, disciplina e ascolto del proprio corpo, sono elementi importanti per la crescita interiore perchè la fatica scava, svuota, prosciuga e restituisce in leggerezza e consapevolezza di sè. Correre per me è diventata un' estensione del Kendō così come la pratica dello Zazen e viceversa. Tutto si amalgama e in ognuna delle attività ciò che conta è come sempre solo hic et nunc (il "qui ed ora").
(Tralasciamo il fatto che una nota marca di abbigliamento sportivo ha adottato la frase come slogan)

mercoledì 28 settembre 2011

Tavola pitagorica da 1 a 15

Oggi la Prof. di matematica ha chiesto di studiare le tabelline fino al 15. Per chi usa gli ausili non è facile trovane una, anzi è impossibile. Quindi utilizzando come base un foglio excel trovato sul sito MatematicaMedie ho aggiunto ciò che mancava. Il foglio excel in realtà è su questo sito. Se a qualcuno servisse il foglio excel completo che ho usato io (da 1 a 15) mi scriva che glielo mando.
Per scaricare la tabellina in formato grafico basta cliccare sull'immagine qui sopra.

martedì 27 settembre 2011

La via della spada ed il limbo

La parola Kendō è composta da due ideogrammi: Ken (Spada - 剣) e Dō (Via - 道). Cosa c'entra il limbo? Ebbene come avevo preannunciato parlerò di questa storia.
L'anno scorso non ho dato esami, non sono riuscito a prepararmi per il passaggio di grado (Dan - 段) che abitualmente (ma non necessariamente) identifica l'esperienza del praticante. Nel mio Dojo normalmente ci sono due classi: da una parte ci sono i principianti che imparano i primi rudimenti spesso senza armatura (Bogu) e dall'altra tutti gli altri dal 1° Dan in su fino al 6° Dan. Io mi collocavo nella 'via di mezzo' tra le due classi e sentivo la mancanza di una classe intermedia che mi permettesse di acquisire quell'esperienza che mi era necessaria per poter fare pratica con profitto insieme a 'quelli bravi'.
Mi sono reso conto delle mie difficoltà con la consapevolezza di quali fossero quelli che ritenevo i miei punti deboli ed ho chiesto al mio Sensei (Maestro - 先生) se non ci fosse modo di insegnarmi o darmi consigli specifici per fare quel gradino. Sentivo ( e sento) la necessità quasi di un 'personal trainer'.
Ho ricevuto quella che ritengo essere la peggiore risposta che un Maestro possa dare ad un allievo. La risposta è stata "...beh, tu sei nel limbo". Per la verità non avrei mai pensato di ricevere una risposta del genere ma piuttosto un commento esplicativo e magari degli appropriati consigli per migliorare. Questa risposta evasiva mi è sembrata un po' come un "chissenefrega ho di meglio da fare".
Sono rimasto sconcertato e ancora oggi non posso credere di aver sentito tali parole dalla persona che dovrebbe fare dell'insegnamento del Kendō la sua missione. E' forse questo il Kendō in Italia? Un amico dice di si. Spero di no. Spero che quel giorno il Maestro fosse stato un po' stanco e non avesse voluto giustificarsi diversamente. Tuttavia nei mesi successivi non è cambiato nulla. Io sono rimasto con i miei problemi (e li ho tuttora) ed ho buttato un anno di pratica (lo so che ognuno ha i propri tempi, ma credo proprio che con un po' di aiuto avrei potuto venirne fuori bene).
Ora inizia una nuova stagione, io sono ancora motivato e ci metterò tutto l'impegno che posso con lo spirito, la mente e il corpo, il Ki (気). Il Kendō mi piace e spero di riuscire a proseguire con profitto ancora a lungo. Fatemi gli auguri, ne ho bisogno.

domenica 25 settembre 2011

Lettera al Ministro Gelmini dai Genitori Tosti

Leggo su genitoritosti.it e copioincollo

Replichiamo, in quanto associazione di genitori con figli disabili, alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal Ministro Gelmini, in merito al sostegno scolastico: il Ministro ha affermato che, quest'anno, gli insegnanti deputati a seguire gli alunni disabili italiani sono talmente tanti da rappresentare un picco storico. E cala nel vuoto una cifra: "94.000".Senza aggiungere però che, rispetto allo scorso, quest'anno anche gli studenti disabili sono aumentati a oltre 200.000 presenze; forse anche loro costituiscono un "picco storico".
Cosa dice la legge in merito al rapporto numero di insegnanti di sostegno/numero di studenti? Dice che possono esserci 2 studenti per ogni insegnante: facendo una semplice divisione abbiamo 2,14 cioè siamo già fuori la legge.
La legge dice anche che nei casi in cui ci sia la gravità (naturalmente certificata) il rapporto deve essere 1 a 1, senza se e senza ma.
Quindi, calcolando anche i casi di gravità, il rapporto aumenta, la legge viene ulteriormente trasgredita e gli insegnanti sono insufficienti.
Le associazioni dedicate, i sindacati, gli esponenti politici che si occupano di scuola parlano di 65.000 insegnanti di sostegno che mancano. 65.000, non 1000 o 2000, ma un numero enorme!
In alcune regioni ne mancano di più, come la Calabria (rapporto 4!) il Veneto (rapporto3,8). In Lombardia siamo quasi al pari del Veneto per cui le associazioni, compresa la nostra, si sono mobilitate per richiedere subito il confronto per arrivare ad una soluzione. In Sicilia, addirittura, le scuole iniziano il 15 settembre ma gli insegnanti di sostegno inizieranno il loro servizio solo il 30 del mese – e nel frattempo gli alunni disabili? Siamo alla discriminazione pura. Emblematico poi il caso di Torino dove per questioni di"razionalizzazione" si volevano assegnare 400 posti di sostegno a docenti che non erano abilitati, come dire spedisco un elefante in una cristalleria.
La mobilitazione è generale in tutt'Italia, si fanno manifestazioni (l'ultima a Montecitorio proprio il 13 u.s.), si scrivono lettere addirittura a Napolitano (per esempio Parma), si decide di non portare a scuola i figli (Venezia) eppure il nostro Ministro dell'Istruzione dice che quella del taglio degli insegnanti di sostegno è una "leggenda nera" (La Stampa del 14.09.2011 –M. Brambilla).
Ma chi sono questi insegnanti di sostegno? Sono docenti per cui non esiste una classe di concorso, per cui si stanzia una cifra ridicola per i corsi di formazione, per tacer del fatto che, dopo 5 anni che uno fa il sostegno poi può diventare un'insegnante"normale" e buonanotte alla professionalità, in un campo così delicato come quello della didattica speciale. Ricordiamoci che l'insegnante di sostegno non è il babysitter dell'alunno disabile, ma è assegnato a tutta la classe cioè
ha il compito di integrare i compagni con l'alunno che segue e viceversa. È un docente a tutti gli effetti ma nella realtà viene spesso trattato come una cenerentola pure dai colleghi curricolari. Anche questa è un'altra forma di discriminazione.
Il sostegno però è solo la punta dell'iceberg dei problemi che affliggono gli alunni disabili, ogni anno TUTTI gli anni: ci sono le barriere architettoniche, il personale vario che per legge deve essere assegnato - assistente alla comunicazione per chi ha disabilità sensoriali cioè cecità e sordità, assistente igienico, assistente sanitario (nei casi in cui l'alunno sia sotto terapia farmacologica) l'educatore fornito dai Comuni. Gli ausili, che deve procurare la scuola (esistono i banchi, le sedie, le lavagne tradizionali o interattive, i libri di testo etc? Bene per chi è disabile tutto questo si chiama ausilio). Le famiglie degli alunni disabili devono lottare ogni anno, da sempre, anche per avere anche queste cose, previste per legge. L'Italia è un Paese che si dimostra ancora arretrato nella cultura dell'inclusione, ignorando tutte le leggi che abbiamo in materia e che sono modello di eccellenza per tutti gli altri Paesi europei.
E veniamo ad un altro nodo cruciale: sempre per legge esiste qualcosa che si chiama GLH che deve essere istituito (pena omissione d'atti d'ufficio per il dirigente scolastico): sono gruppi di lavoro specifici per la disabiltà nella scuola, cui partecipano anche i genitori, che devono avere tramite i loro rappresentanti. La maggioranza dei dirigenti scolastici italiani non indice il GLH, non c'è alcuna programmazione didattica intorno all'alunno disabile,e i genitori neanche hanno colloqui con l'insegnante di sostegno, spesso non vedono neanche il PEI, che è il piano educativo individualizzato, che non ha valore se non è firmato dai genitori, documento che è il frutto del lavoro corale di insegnanti curricolari, specialisti che seguono l'alunno, genitori. Per capire: nel PEI si decide cosa fare, quali obbiettivi raggiungere, se sia il caso di optare per il programma a requisiti minimo oppure quello differenziato.
Non so se abbiamo reso l'idea, cioè se chi è estraneo a questo mondo si rende conto di come sono trattati gli alunni disabili e relative famiglie, in Italia.
Per sovrammercato, da qualche mese in qua, sentiamo alzate d'ingegno sottoforma di ddl che propongono di trovare degli sponsor privati per assicurare il sostegno agli alunni disabili, in barba a ciò che sancisce non solo la Costituzione ma anche tutte le leggi che tutelano le persone disabili. Il messaggio lanciato da questi politici (DIMA, D'IPPOLITO VITALE, DE CAMILLIS, GALATI, VERSACE, FORMICHELLA, TADDEI, NASTRI, CATANOSO GENOESE, FAENZI ) è indubbiamente inequivocabile.
C'è quindi qualcosa che non va, non trovate? E c'è molto di non detto, per esempio le migliaia di condanne che ogni anno il Ministero dell'Istruzione italiana subisce, perché le famiglie ricorrono ai TAR, per vedersi ripristinati i diritti costantemente negati: non solo il Ministero deve pagare le spese processuali ma anche i danni esistenziali arrecati. Vorremmo leggere il bilancio di questo Ministero, per appurare a quanto ammonti tutto questo spreco di pubblico denaro: invece di dare il giusto all'inizio, cioè assegnare il numero dei docenti di sostegno adeguato, ogni anno si ripete questa commedia dell'assurdo, come se gli alunni disabili fossero dettagli trascurabili, non persone, cui deve essere garantito il diritto all'istruzione. Anche in questo caso si palesa una volontà indubbiamente inequivocabile.
Ci chiediamo infine perché l'attuale Ministro dell'Istruzione italiana abbia svuotato di ogni significato e lasciato morire, un organismo importante ed imprescindibile come l'osservatorio PERMANENTE per gli alunni in situazione di handicap le cui finalità (*) sono:
- monitoraggio del processo di integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap, allo scopo di facilitare e sostenere la piena attuazione degli obiettivi previsti dalla Legge 5.2.1992 n. 104 , anche in attuazione del D.P.R.n.275/99;
- accordi interistituzionali per la presa in carico del progetto globale di vita e di integrazione degli alunni in situazione di handicap, attraverso misure che sostengano la continuità educativa, l'orientamento scolastico e professionale, il collegamento con il mondo del lavoro;
- piena attuazione del diritto alla formazione delle persone in situazione di handicap;
- sperimentazione e innovazione metodologico-didattica e disciplinare;
- iniziative legislative e regolamentari.
Chi più dei rappresentanti delle associazioni delle famiglie delle persone disabili e di quelle figure professionali che studiano la disabilità di cui, in Italia, per fortuna, disponiamo in abbondanza , avrebbe potuto meglio aiutare il Ministro dell'Istruzione a garantire ogni diritto agli studenti e magari a razionalizzare davvero questi "benedetti" bilanci?
L'istruzione pubblica è la base della cultura di ogni paese civile, che non significa solo usare la calcolatrice, non sbagliare i congiuntivi e sapere la battaglia di Canne quand'è stata.
Sappiamo che il Ministro non risponderà, farà come sempre, da quando ha assunto questa importante e cruciale carica istituzionale, ma noi nella cultura e nella buona educazione crediamo moltissimo e riteniamo doveroso informare l'opinione pubblica sullo stato delle cose.

(*) dal D.M. 14/07/00
Genitori Tosti In Tutti I Posti ONLUS
APS di genitori con figli disabili dal Monte Rosa al Gennargentu

chi siamo, cosa facciamo:

http://genitoritosti.blogspot.com/2011/08/comunicato.html

il nostro sito:

http://www.genitoritosti.it/

venerdì 23 settembre 2011

Voglio la cittadinanza giapponese

E' sera. Sto guardando un programma sulla TV giapponese, la NHK. Parlano di cosa stanno facendo dopo il terremoto e lo tsunami. (Per il nucleare c'è ormai ben poco da fare). Ebbene, vedo persone incaricate di cercare acqua potabile dopo che l'onda di acqua marina ha contaminato tutta la falda potabile. Vedo il responsabile, che non è una persona importante della protezione civile, come il nostro Bertolaso e di certo non prende il suo lauto stipendio. Non fa 'ginnastica da camera'. Vedo una persona dedita al suo compito con assoluta abnegazione. Con la profonda consapevolezza che dal suo lavoro dipende la vita ed il benessere di moltissime persone. Vedo divise impeccabili, serietà e lo spirito di chi si sente realmente parte di una comunità. Ecco. Anche io vorrei tanto farne parte. Voglio la cittadinanza giapponese. Nihon ki (日本気)

unico-lab: E se i neutrini sorpassassero i fotoni?

Un'analisi della notizia che impazza oggi in rete: Neutrini più veloci della luce.
unico-lab: E se i neutrini sorpassassero i fotoni?: E' la notizia del momento. Impazza sui giornali, rimbalza ogni dove su internet e anche nella comunità dei fisici sta destando parecchio scalpore...

giovedì 22 settembre 2011

Zazen

Con il termine zazen (坐禅) si intende un vasto insieme di significati, grossolanamente traducibili in italiano con "meditazione seduti", attualmente riferiti a pratiche, per lo più, dell'ambito delle scuole Zen giapponesi.
Fin dagli anni ottanta studio le filosofie orientali per passione e piacere personale. Lo Zen in particolare mi ha sempre affascinato con il suo spartano pragmatismo.
Spesso ho nascosto la mia passione per questa disciplina per non apparire snob o sembrare uno che cerca di seguire la moda, anche se oggi non si usa più tanto l'understatement minimalista.
Nel corso di questi venticinque anni ho sempre accuratamente evitato contatti con monaci, guru e quant'altro. Non mi sono mai fidato per paura di cascare dalla 'pentola' del cattolicesimo alla 'brace' di qualche strana setta religiosa. Tuttavia ricordo a chi non fosse informato che lo Zen non è classificabile come "religione", è infatti separabile da ogni matrice religiosa e potrebbe fiorire sul terreno delle religioni non buddiste o di nessuna religione come scrisse Thomas Merton. (Cfr. Thomas Merton, Lo zen e gli uccelli rapaci)
La scorsa settimana ho finalmente messo da parte le mie remore e mi sono recato a praticare Zazen per la prima voltae devo confessare che è stata un'esperienza piacevole. Sebbene avessi già provato da solo a casa, devo dire che praticare Zazen in gruppo crea un'atmosfera completamente differente e si riesce a percepire un energia ed una positività diversa. La cosa migliore però è stata la sensazione pace e di benessere che mi ha accompagnato per tutte le ventiquattrore successive alla pratica.
Mi quindi sono riproposto di insistere e continuare a praticare una volta alla settimana per un po' di tempo, chissaà che anche il mio Kendo non ne possa trarre giovamento.

lunedì 19 settembre 2011

A tutto ritmo: Bella Thorne confessa di soffrire di dislessia


La notizia sembrerà un po' frivola, ma credo che agli adolescenti che soffrono di dislessia possa dare conforto sapere che una delle loro star condivide i loro stessi problemi e con impegno e forza di volontà riesce a far valere comunque le proprie capacità malgrado le difficoltà.
Bella Thorne, protagonista della serie TV 'A tutto ritmo' (titolo originale 'Shake it up') confessa di soffrire di dislessia, un disturbo dell’apprendimento che rende difficile leggere, scrivere o fare calcoli in modo corretto e fluente. La star di Shake It Up racconta come la dislessia abbia influenzato la sua vita.
Bella Thorne dovra affrontare qualche difficoltà a scuola anche in una puntata di Shake It Up. Nel quarto episodio del nuovo telefilm di Disney Channel CeCe (Bella Thorne) deve recuperare un brutto voto in algebra. Se non lo fa sarà esclusa dallo show Shake It Up Chicago. Per aiutarla nello studio Deuce (Adam Irigoyen) le trova un tutor.
Vedi 'A Tutto Ritmo' puntata 4 ITA
cit. 17'40" "...mi sveglio ogni mattina con l'angoscia che qualcuno mi chieda di leggere qualcosa ad alta voce."
In the 4th episode of Shake It Up, you’ll see Bella Thorne battle on-screen with dyslexia.

domenica 18 settembre 2011

Libri - Storie di normale dislessia

More about Storie di normale dislessia. Con CD Audio formato MP3. Ediz. a caratteri grandi
Libro con caratteristiche grafiche di 'facile leggibilità' adatto a tutti gli adolescenti, contiene tracce audio MP3. Il libro non approfondisce molto le caratteristiche dei personaggi, ma sarà comunque di grande aiuto per fortificare l'autostima dei ragazzi che soffrono di questo disturbo.

giovedì 15 settembre 2011

Educazione civica

Oggi leggo sul Corriere della Sera questo articolo "Pass e falsi invalidi: mandateci le foto
Pubblicheremo gli abusi e le infrazioni
"
A quanti di noi è mai venuto in mente che una macchina o uno scooter parcheggiati male avrebbero reso più complicata la vita di persone che già hanno i loro problemi? Siamo un popolo incivile e maleducato, nel senso letterale della parola: “educato male”. Certe cose se non vengono insegnate non possono essere apprese se non in condizioni particolari (disabili o più semplicemente genitori col passeggino) o per una innata sensibilità.
La notizia mi ha fatto molto piacere, tuttavia come ci fa notare il buon Severgnini anche i volonterosi, in Italia, hanno la memoria episodica e l'entusiasmo degli amministratori è pure peggio.
Finchè non capiremo che il problema del malcostume e del cattivo funzionamento del nostro Paese siamo noi stessi non cambierà mai nulla.
Comunque ben venga l'annuncio di questa iniziativa da parte del Comune di Milano, spero di vederla presto anche a Bergamo e in tutte le città d'Italia.
Tuttavia una volta che questo provvedimento venisse attuato emergerebbe il vero problema, ovvero la Pubblica Amministrazione (Polizia Locale e simili).
Avete mai provato a chiamare il Comando della Polizia Locale della vostra città per denunciare un'auto parcheggiata sulle strisce, davanti ad un accesso carrale, o per qualche vandalo che danneggia le strutture pubbliche in un parco?
Io si. La risposta tipica è "non abbiamo organico sufficiente per intervenire" (a me è capitato) o peggio ancora il rimpallo di responsabilità "deve chiamare la Polizia" e viceversa "deve chiamare i Vigili" (è capitato ad altri).
Solo una volta dopo aver chiamato è intervenuta la Polizia Locale: fuori da una scuola elementare c'era un'auto parcheggiata in pieno sulle strisce pedonali dalle ore 8:30 (io ho chiamato alle 12:30). Alle 14:00 l'auto aveva la sua bella e meritata multa (I bambini hanno dovuto attraversare comunque tra le auto perchè non è intervenuto il carro attrezzi)
Quindi cari governanti, ci chiedete di denunciare gli evasori e chiedere sempre lo scontrino? Fateci caipre che fate sul serio, cominciando dalle cose di tutti i giorni. Date a tutti noi cittadini la possibilità di fare la nostra parte e vedrete che ci daremo da fare. Volete le foto delle infrazioni? Vi apro un account su Flickr e poi vediamo.
In questo momento di crisi e difficoltà percepisco un rinnovato interesse da parte di tutti alla partecipazione. Facciamo in modo di poterla esercitare!

P.S.
E' lecito fotografare un che auto si trova in una strada pubblica e in evidente infrazione e la foto può essere pubblicata dovunque.
Non c'è violazione della privacy: le targhe sono annotate al Pubblico Registro Automobilistico (Pra) che è, appunto, un registro pubblico, cui chiunque può accedere. La targa non è un dato personale coperto da privacy.

martedì 13 settembre 2011

L'Italia diventerà una colonia cinese

L'Italia (o meglio: il governo dei cialtroni in carica) ha chiesto a Pechino l’acquisto significativo di titoli di stato e investimenti in società strategiche. Guardate come se la ridono.
Ma perche' un Governo dovrebbe acquistare in massa i titoli di uno stato in forte crisi ed a rischio default? La ragione e' semplice, acquistando tali titoli il Governo darebbe ai cinesi il via libera per l’acquisto di azioni nelle grandi aziende italiani (Eni ed Enel il prima fila). La mossa di Pechino corrisponde ad una manovra gia' collaudata soprattutto negli Stati Uniti.
Tramite Atene e Roma, i cinesi sono riusciti ad entrare all'interno delle strutture economico-finanziarie dell'Unione europea facendo presupporre che Pechino voglia di iniziare una colonizzazione economica del Vecchio Continente.
Chi in 150 anni di storia si è sacrificato anche con la propria vita per l'unità e la libertà del Paese, ringrazia.

lunedì 12 settembre 2011

Ricomincia la scuola: la prima media

Oggi si ricomincia dalla prima media. Siamo alla scuola pubblica ovviamente. Senza preside (c'è un 'reggente' che gestisce diverse classi in diversi istituti). Non conosciamo ancora il nome e la faccia del professore di italiano perchè alla presentazione di stamattina non si è fatto vivo. Sarà una lotteria, speriamo in bene. Noi genitori ovviamente ce la metteremo tutta come sempre, come abbiamo sempre fatto e non potremmo fare altrimenti. Speriamo che gli ausili che ci siamo procurati e che ci ha fornito la AID siano utili (e soprattutto siano realmente user-friendly). Fateci gli auguri, perche' ce n'e' tanto, tanto bisogno. In bocca al lupo a tutti.

giovedì 8 settembre 2011

La sindrome del rientro

Eccomi qua, come tutti gli anni, dopo le ferie si deve 'ricominciare' come dicono in molti. Non ho mai capito cosa ci sia da 'ricominciare', come se ci fosse qualcosa che si è interrotto nel nostro vivere quotidiano. Io vedo la vita come un fluire costante di cui la vacanza ne è parte integrante.
Gli altri anni durante le vacanze, mentre passeggiavo sulla spiaggia, facevo la lista delle cose da fare, delle nuove iniziative da prendere. Quest'anno, però, il tema ricorrente dell'estate ha riguardato la crisi e l'approccio positivo si è trasformato in preoccupazione. Il risultato è che anziché progettare nuove cose da fare mi sono concentrato su cosa difendere, sia in senso materiale che spirituale.
La Post Vacation Syndrome - così alcuni ricercatori l'hanno definita - prende spesso le forme di irritabilità acuta, di stanchezza profonda, di difficoltà a concentrarsi, di senso di vuoto e può arrivare a forme di insonnia, disinteresse per le attività che normalmente prima delle vacanze ci gratificavano.
Il lavoro in calo e i ritardi nei pagamenti non mi allietano certamente, ma tantomeno il pensiero di riprendere l'attività di Kendo al Dojo. Ieri ho parlato col mio Senpai (先輩) del mio disagio a ricominciare ma anche quello è servito a poco. Gli infortuni degli ultimi due anni, la 'storia del limbo' [1] e la sempre crescente consapevolezza che il Kendo sia la più egocentrica ed egoista delle arti marziali [2] mi stanno facendo valutare la possibilità di fare un lungo stop.
Ho quindi deciso di concedermi ancora un weekend prima di ritornare in palestra.
In ufficio invece ci sono già e guardando il grigiore fuori dalla finestra, ascoltando il rumore del traffico in strada mi mette ancora una volta, più del solito, tanta malinconia e il dubbio che tutto ciò sia fondamentalmente sbagliato. Lavorare undici mesi per concedersene solo uno vissuto pienamente. Il dubbio che forse se mi accontentassi ad avere di meno potrei vivere meglio per tutto l'anno, in un posto dove il cielo è sempre azzurro e l'unico rumore è quello della Natura.

[1] e [2] che saranno oggetto di prossimi post

mercoledì 27 luglio 2011

Il riposo del samurai

Tempo per riflettere, meditare, vivere nuove esperienze, conoscere nuove persone e nuovi stimoli esteriori ma soprattutto interiori. Perchè sono questi ultimi quelli che ci danno la vera forza.

Arrivederci - さよなら - Sayonara a Settembre.

martedì 26 luglio 2011

Dal kendō tecnico e di potenza al kendō dello spirito

Nel kendō moderno ci si trova sempre più spesso di fronte a giovani che si preoccupano semplicemente di vincere gli shiai. Questo metodo è sbagliato, come ha detto Morishima Tateo Sensei, il quale elenca le tre fasi per sviluppare un kendō dello spirito.

Prima fase: "livello elementare" -  sono coloro che, dai principianti fino circa al 3 dan, dovrebbero concentrarsi unicamente sulla frequenza delle sessioni di allenamento e sul kihon. Se i praticanti a questo livello percorrono questa strada avranno basi solide su cui costruire. Oggigiorno le basi sono trascurate e i praticanti vengono improvvisamente gettati qua e là nello shiai.

Seconda fase: "livello intermedio" -  a questo punto della vostra carriera potete progredire rapidamente. Normalmente questo avviene attorno al 4, 5 e 6 dan. Oltre ad allenare le basi, dovreste lavorare sull’utilizzo delle tecniche e della vostra forza e rafforzare la vostra fiducia con allenamenti duri e “fatti col cuore”. E’ la parte più faticosa e difficile del kendō. Proprio perché è la parte più difficile dovete fare kendō finché il vostro corpo non diventi snello e forte.

Terza fase
: "livello avanzato" – i settimi dan e oltre che hanno lo scopo di raggiungere il completamento sia dell’aspetto fisico (tecnica) e mentale (spirito) così come dei fattori umani dell’allenamento nel kendō. In questo periodo il kendō incentrato sulla tecnica, sulla potenza fisica e sulla velocità fatto fino a questo momento, deve essere mutato in un “kendō basato sullo spirito”. Quello che si intende con “kendō basato sull spirito” è l’abilità di “mostrare che avete vinto con lo spirito attraverso l’esecuzione delle tecniche”. Molti anni fa c’erano molti sensei così, oggigiorno raramente si vede qualcuno con una simile abilità.

domenica 24 luglio 2011

Libri - Sentimenti sovversivi

Questo libro trovato come al solito 'per caso' sullo scaffale delle novità in biblioteca è stata una vera sorpresa. Scritto in modo insolito e molto piacevole, ad ogni pagina - per non dire tutte - mi ha praticamente letto nel pensiero e tolto le parole di bocca anche se onestamente lo trovo veramente poco sovversivo e proprio come ha osservato la lucida critica di Gianfranco Franchi, detto "Lankelot", questo libro è assolutamente intempestivo ed in quanto tale forse un po' retorico.

giovedì 21 luglio 2011

Gli alpini nel cantiere Tav e il Giuramento militare

Gli alpini della Taurinense sono da ieri nel cantiere della Torino-Lione di Chiomonte e ora una grande bandiera tricolore sventola sul pennone. L’intera area del cantiere diventerà un presidio militare di interesse strategico nazionale.

In Italia la formula del giuramento è prevista attualmente all'art. 2 della Legge 11 luglio 1978, nr.382 «Norme di Principio sulla Disciplina Militare»; la formula, unica per tutti i cittadini italiani che rivestono lo status di militare, recita: «Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni»

Beh, per quanto mi riguarda in un caso come questo della TAV consideratemi pure un disertore, io su civili inermi per di più miei connazionali non alzerò nemmeno un dito.

Il signoraggio nella teoria economica

"Se gli Americani consentiranno mai a banche private di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione le banche, e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri." -- Thomas Jefferson, 3rd President of the United States

P.S. In macroeconomia per signoraggio si intendono i redditi che un governo ottiene grazie alla possibilità di creare base monetaria in condizioni di monopolio. Negli stati moderni, solitamente, la banca centrale stampa le banconote mentre il governo (ad esempio tramite una zecca) conia le monete metalliche, ed entrambi hanno un reddito da signoraggio.

mercoledì 20 luglio 2011

Libri - Quello che mi spetta

Meravigliosamente angosciante questo bestseller della scrittrice iraniana Parinoush Saniee, traccia un profilo della condizione femminile in Iran e al tempo stesso ripercorre la storia di questo meraviglioso Paese. Secondo me il più ricco - sotto ogni profilo - di tutto il medio oriente.
Oggetto di controversie e di un temporaneo bando da parte delle autorità iraniane, il libro è stato difeso dal premio nobel Shirin Ebadi.

domenica 10 luglio 2011

Giappone: azienda zootecnica ispezionata per manzo contaminato da radiazioni

Il fatto che non ne parli più nessuno non significa certo che il problema non esista più, anzi è ancora più diffuso e allo stesso tempo subdolo da identificare.
Funzionari prefettizi di Fukushima hanno iniziato un controllo di una fattoria nella zona di Minami-Souma. E' stato individuato nei bovini spediti allevati nella fattoria un valore di Cesio radioattivo superiore ai limiti di sicurezza previsti dal governo (peraltro già aumentati dopo l'incidente di Marzo alla centrale nucleare). L'autorità prefettizia di Fukushima ha chiesto al Comune di astenersi dall'effettuare spedizioni di bovini da carne.
Fonte: NHK World

sabato 9 luglio 2011

Sempre un po' a disagio: "Compilare, compilare"

Sempre un po' a disagio: "Compilare, compilare": "del Disagiato Una signora mi chiede se oltre a quelli che ha visto sullo scaffale, abbiamo altri libri di Richard Ford. Le dico di no e la..."

giovedì 9 giugno 2011

The Economist

«Ecco l'uomo che ha fregato un intero Paese»
Mi dispiaccio di non aver rinnovato il mio abbonamento, The Economist è sempre un mito.

L'arte di vivere

Chi è maestro nell’arte di vivere
distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero,
fra la sua mente e il suo corpo,
la sua educazione e la sua ricreazione,
il suo amore e la sua religione.
Persegue la sua visione dell’eccellenza
in qualunque cosa egli faccia,
lasciando agli altri decidere
se stia lavorando o giocando.
Lui pensa sempre a fare entrambe le cose insieme.
-- proverbio zen

domenica 5 giugno 2011

La siccità minaccia le centrali nucleari in Francia

La Francia è a corto d’acqua e si profila l’impossibilità di averne a sufficienza per il raffreddamento dei reattori nelle centrali atomiche, la cui chiusura abbatterebbe la produzione di elettricità. Una carenza tanto più grave ora che la Germania ha cambiato la sua politica energetica, riducendo di conseguenza le possibili esportazioni.
France, Sécheresse, le refroidissement des centrales nucléaires menacé. Eppure c'è ancora qualcuno che difende il nucleare, c'è ancora qualcuno che imperterrito continua a scommettere sulle energie fossili, c'è ancora qualcuno che scommette sugli OGM, sulle coltivazioni intensive, sull'uso dei concimi chimici eccetera eccetera. Non bastano gli incidenti, non basta l'inferno delle nostre città, l'aumento dei tumori e il buco nell'ozono, avanti così: il profitto a tutti i costi!

mercoledì 1 giugno 2011

Geiko (稽古)

I primi giorni di pratica (Geiko 稽古), quando si inizia una disciplina marziale, si fanno grandi sforzi perchè si è nuovi, ma è inutile affaticarsi eccessivamente. Che ci si affanni o meno, un giorno è un giorno, un anno è un anno. Volenti o nolenti le capacità si svilupperanno solo col tempo e la pratica costante. La cosa migliore da fare è prendersi il proprio tempo senza diventare matti ma senza perdere mai di vista la Via (Dō - 道).

martedì 31 maggio 2011

Tutto cambia affinché nulla cambi

"Tutto cambia affinché nulla cambi", questo è il senso del lungo discorso che Don Fabrizio, il principe di Salina, fa al cavaliere Chevalley sceso in Sicilia per cercare la classe dirigente del nuovo Regno d'Italia, tratto dal romanzo Il Gattopardo.
E adesso voglio proprio vedere cosa faranno di concreto i nuovi eletti Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli, ma soprattutto cosa faranno di diverso - e di migliore per i loro concittadini - dai loro predecessori.
La speranza è sempre l'ultima a morire, si sa.
P.S. su Fassino a Torino non ho aspettative, so già che sarà tutto come prima, TAV inclusa.

lunedì 30 maggio 2011

Nucleare in Francia, subappalti e sicurezza

"Desidero segnalare questo video trasmesso dal programma Falò della TV svizzera italiana nel Marzo 2011. Basterebbe questo video per dimostrare la follia del nucleare: il subappalto dei lavori di manutenzione nelle centrali nucleari francesi. Ve lo immaginate cosa succederebbe in Italia con 'la cricca'? Per chi non volesse visionarlo tutto lo faccia partire a poco più della metà...".

domenica 29 maggio 2011

Libri - La centrale

In biblioteca, tra le novità, mi sono imbattuto in questo libro. Vista la mia nota sensibilità verso l'argomento l'ho subito preso. Devo dire che il romanzo “La centrale” di Elisabeth Filhol è stata una vera rivelazione. Diretto, immediato, realistico ed inquietante. Racconta con dovizia di particolari la quotidianità di uno dei tanti operai a contatto delle centrali nucleari francesi, il suo rapporto con un lavoro ad altissimo rischio e le ragioni che lo hanno condotto a scegliere questo tipo di lavoro. Avevo già visto un documentario sulla TV della Svizzera italiana che parlava del problema dei subappalti dei lavori di manutenzione delle centrali francesi (e che sarà oggetto del prossimo post), ma questo romanzo rende l'idea in modo veramente drammatico.

venerdì 20 maggio 2011

Current TV verrà cancellata

Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore e si appresta a cancellare il solo canale di Informazione Indipendente in Italia. Dal 2008 Current lavora per portare in TV quello che gli altri nascondono, per costruire servizi che arrivano dove gli altri non vanno, per dare ai propri telespettatori un'informazione varia e senza censura, perché conoscere la verità è l'unica via per formarsi un'opinione propria. Dal 2008 Current è l'unico canale veramente indipendente in Italia. A maggio del 2011 vogliono toglierci il diritto all'informazione indipendente. Vogliono oscurare Current. Se anche tu vuoi fermarli, puoi fare la tua parte. Puoi scrivere direttamente a SKY chiedendo di non chiudere Current.
Leggi sul sito di Current come unirti alla protesta.
Indipendentemente dalle personali e legittime divergenze di opinione, sono sempre contrario alla chiusura di un canale tv, giornale, radio o qualsivoglia altro mezzo di comunicazione.

mercoledì 18 maggio 2011

Fuurin

Fuurin (風鈴) indica un particolare campanellino tipico del Giappone, adoperato durante la stagione estiva. Il fuurin è tradizionalmente costituito da un involucro tondeggiante, solitamente di ghisa, da cui pendono uno o più tubicini che, al soffiare del vento, producono lo scampanellio molto caratteristico della terra nipponica.
Il fuurin, lungi da realizzare un'indubbia funzione decorativa, nasce e tutt'oggi adempie a due scopi fondamentali. Si ritiene infatti che, da una parte renda il caldo afoso dell'estate meno pesante ed opprimente, grazie ad un suono molto delicato e rinfrescante per l'ambiente. D'altra parte è antichissima e mantenuta ancora in auge per il fuurin una funzione cultuale basata sulla credenza che il loro suono tenga lontani gli spiriti maligni dai luoghi abitati. In particolare, infine, esistono anche particolari fuurin usati in funzione meteorologica: alcuni di essi sono infatti utilizzati nello studio dei venti, fenomeno rilevante nelle isole giapponesi, data l'alta densità di tifoni ed eventi atmosferici distruttivi dovuti al clima sub-tropicale. (Fonte: Wikipedia)

martedì 17 maggio 2011

Kendo - la via della spada

Il Kendō, diversamente dagli altri sport, richiede poca forza fisica. Quindi, nel praticare il Kendō, poco importa essere grandi o piccoli, robusti o delicati, Neanche l’età ha grande importanza perché ci si può allenare dai cinque ai sei anni fino ai settanta ed ottanta. Perciò si può continuare a praticare il Kendō per tutta la vita. Quello cui va data maggiore importanza è che sviluppa la mente più che il corpo. Non è questo un aspetto davvero singolare? Allenamenti e combattimenti, come se ne vedono in ogni Dōjō, e che sono indispensabili per apprendere e perfezionarsi in questa arte marziale come pure per rinforzare il corpo, dovrebbero essere considerati, dopo tutto, come mezzi necessari, ma non come lo scopo principale.
Riflettendo su questi suoi aspetti si può ben dire che il Kendō, specialmente oggigiorno, giovi largamente ed efficacemente a rinvigorire e ristorare il popolo giapponese. Personalmente ritengo che il Kendō sia la migliore medicina per la salute del corpo e della mente.
«Quali sono i veri pregi del Kendō?» E’ questa una domanda che mi viene posta di frequente. Anche se la mia risposta può suonare troppo dogmatica, mi sono fatto un dovere di dare la seguente spiegazione a quanti non conoscono sufficientemente il Kendō. Ogni bambino che pratichi il Kendō può giungere a possedere questi pregi:

* apprendere le buone maniere;
* sviluppare il potere spirituale di saper fronteggiare chiunque e qualunque cosa lealmente e senza esitazioni;
* acquisire naturalmente la presenza di spirito che consente di non subire turbamenti o eccitazioni da qualsiasi avvenimento;
* sviluppare sufficientemente capacità di azione tempestiva e risoluto giudizio quando le circostanze lo richiedano.

Queste qualità possono essere conseguite da chiunque si alleni con costanza e fermezza. A questo proposito è mia abitudine di introdurre quattro parole (ideogrammi) cinesi che riassumono quelle qualità : rei (buone maniere), choku (franchezza), sei (imperturbabilità), soku (rapidità). Chi sia munito di queste quattro virtù non si darà mai per vinto, ma vivrà felicemente anche nelle condizioni più avverse. C’è un solo metodo per praticare e conoscere a fondo l’arte del Kendō. Insegnare a se stessi attraverso la propria esperienza sia fisica che mentale. «Fatelo da voi e imparate» dice un vecchio adagio. E’ un’arte che va studiata mentre la si pratica. -- Ichiro Yano

lunedì 16 maggio 2011

Psicofarmaci ai bambini

ADHD è l'acronimo di Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che tradotto in italiano significa "Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività". Se un bambino è distratto o particolarmente vivace, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale e di conseguenza "trattato" con psicofarmaci che ricadono nella categoria degli stupefacenti. Il bambino con "l'argento vivo addosso" di ieri, oggi può essere considerato iperattivo; se eccessivamente distratto gli può essere diagnosticato il "deficit d'attenzione".
L'iniziativa del movimento Pensare oltre
"La sindrome del deficit dell'attenzione non si cura con le medicine". "Se un bimbo è vivace, non vuol dire che sia anche malato". A sostenere questa rete ci sono oltre 70 associazioni, federazioni, accademie e aziende, e più di 60 personaggi del mondo della cultura, dello sport e della politica. Link all'articolo de La Repubblica.